PEDICURE…tutto ciò che c’è da sapere…

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Buongiorno cara amica ben tornata su questi schermi!

Dopo il pedicure curativo, oggi di cosa mai potrò parlarti? Ma della manicure chiaramente!

Perché il binomio piedi-mani, da sempre un certo spessore a noi operatori del settore estetico, e devo dire che negli anni anche le clienti hanno cominciato a adottare il mono colore “all together”

E direi finalmente, basta con questi bicolori è ora di essere tutto d’un pezzo o meglio tutte di un colore!

Ma ciancio alle bande e bando alle ciance parliamo della tripletta, poco chiara, della nail art…

In questo angolo l’acrilico! Un po’ lento forse per l’età ma duro come la roccia con un peso molecolare variabile!

In questo angolo il gel! Elastico energico e versatile e con un’anima di fuoco!

E da questa parte il semipermanente! Sottile e compatto ma non vi preoccupate è aggressivo!

Questo mach è molto discusso specie dalla comunità degli onicotecnici, dato che ogni momento è buono per rispolverare vecchie glorie e credere di fare i miracoli, ma chi poteva sciogliere questi nodi se non il vostro Filo? Quindi partiamo cosi…

Cenni storici

Adesso cercherò cara amica da casa, di creare un ambiente misto tra Cecchi Paone e Piero Angela, padre non il figlio che vedo già o sbavo sul tuo smartphone.

  • Il primo dei tre a nascere fu in effetti il caro acrilico, dall’intuizione di un dentista americano. Sua moglie, santa donna, aveva il brutto vizio di essere onicofagica, se magnava le unghie! “Di brutto” aggiungerei o per rendere l’idea “come se non ci fosse un domani, né un dopo”. Il marito che voleva evidentemente farsi grattare la “schiena” decise di ricostruire la lamina ungueale utilizzando un prodotto, costituito da due componenti, che veniva utilizzato in odontoiatria per creare i calchi dentari, quelli dove vengono provati gli apparecchi! Insomma, questo bicomponente era costituito da un liquido e una polvere che mescolati in giuste quantità, modellati e poi fatti asciugare davano vita ad un polimero resiste. Idea geniale, peccato che la poverina mori a seguito di un tumore, perché la componente liquida era cancerogena! L’idea era comunque valida e apprezzata cosi venne formulato un prodotto “sicuro” e venduto sul mercato, prima fu realizzato bianco trasparente ma smaltabile con lo smalto tradizionale, successivamente furo create le tonalità camouflage fino ad oggi che possiamo trovarli in mille colori diversi e con inserzioni di glitter paillettes e brillantini! 

L’acrilico oggi rimane una certezza infatti, da qualche tempo i furboni hanno deciso di venderlo come ultima novità dell’anno; insomma fabbricatori di novità, since 1954!

Sebbene questo materiale non sia tra i miei preferiti, risulta un prodotto molto resistente fin troppo! Infatti, la limatura è molto faticosa, ha un odore molto pungente che fa venire mal di testa! Certo è che rimane molto livellante in fase di creazione anche se i componenti vengono mischiati “ad occhio” quindi necessità di molta pratica, per evitare un prodotto troppo liquido, che cola oppure, uno troppo duro che non si riesce a modellare.

  • 28 anni dopo, per chi di matematica ne capisce poco, siamo nel 1982 quando sempre un dentista, questa volta tedesco e sinceramente non capisco perché questi dentisti siano ossessionati dalle mani delle mogli, scopre che la ceramica dentale è perfetta per ricostruire le unghie, e non solo è anche un materiale totalmente inerte! L’unica pecca che per poter essere polimerizzato, quindi per asciugare e indurire necessitava di un’irradiazione con i raggi UV, e proviamo ad indovinare tutte insieme quale la fonte numero uno di melanomi? Se la risposta è la moglie del dentista, brave vi do 10! Comunque tranquille questo giro la moglie si è salvata, non solo ha avuto pure un figlio che insieme al padre fondò la famigerata e leader nel settore O.P.I.! tutto è bene ciò che finisce bene, se sei moglie di un dentista metti i guanti amica! Non sia sa mai!

    Al di là di questa storia struggente in Europa il gel rappresenta il materiale più amato per la ricostruzione unghie, infatti risulta elastico molto versatile, facile da limare, certo bisogna avere una certa maestria nella stesura e necessita sempre di una lampada per avviare la polimerizzazione

    Piccola pillola: il gel brucia in lampada proprio a causa di alcune molecole che costituiscono il prodotto stesso, infatti i gel sono polimeri non organizzati, che per indurirsi necessitano di un fattore scatenante, queste molecole sono la chiave per far sì che la reazione avvenga, si chiamano “iniziatori di reazione” e lo scarto che producono dopo e durante la reazione stessa, perché “nulla si crea nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” è calore, quindi il bruciore/pizzicore ed una patina appiccicosa! Non tutti i gel bruciano allo stesso modo tendenzialmente infatti, i gel colorati risultano meno “scottanti” visto la diluizione maggiore dovuta al pigmento, mentre quelli trasparenti sono fuoco fatuo!

    A differenza del vecchio acrilico il gel necessita di colori appositi per poter essere più resistente, e di una sigillatura da parte di un gel lucidante. Questo sistema è detto trifasico ed è il punto di partenza per il “neonato” della tripletta

  • Il semipermanente per le amiche solo “semi” nasce negli anni 90’ mio decennio di nascita e decennio di grandi successi ma anche di grandi infamie! Ricordate i collarini in simil silicone “made in china”? quelli un po’ stile gotica chic, oppure il grunge e come dimenticare il Tamagotchi che si cagava addosso e aveva sempre fame e moriva e dovevi resettarlo! Tolti questi lati oscuri, gli anni 90’ diedero spazio alla nascita dei primi gel “soak off” ovvero primitivi smalti semipermanenti che promettevano una rimozione facilitata, e udite udite non c’entrano i dentisti! Infatti, la scoperta o meglio l’invenzione va attribuita a CDN casa madre dello smalto trifasico più conosciuto al mondo, stiamo parlando di “shelac”! questo innovativo sistema prevedere una base da polimerizzare in lampada inodore e incolore, l’utilizzo di colori appositi sempre da catalizzare in lampada UV, con dei costi proibitivi! e un top coat sempre da asciugare in lampada. La novità di questo sistema era che donava alle unghie uno strato sottile e omogeneo simile allo smalto tradizionale, ma molto più durevole nel tempo e una rimozione completa dello stesso in ogni servizio, per mezzo di un solvente specifico a base di acetone! Sostanza che sciole te e mia nonna insieme! Infatti, proprio da questo punto nasce l’eterno conflitto del “indebolisce le unghie”! tra un attimo ci arrivo! State calme che finisco una cosa per volta grazie!

    Diciamo che il semi è un po’ il trampolino di lancio, è molto intuitivo come prodotto e non necessita grandi conoscenze o particolari abilita per una stesura mediocre, sicuramente un prodotto molto veloce da applicare nelle mie lampade infatti polimerizza in 30 sec per strato quindi una media di applicazione di circa 9 minuti per due mani, avendo una lampada sola! L’unico neo di questo sistema rimane la rimozione che non sempre viene fatta correttamente dalle amiche estetiste!

Ora possiamo un attimo parlare del cosa fa male e cosa non fa male!

Anzitutto pare brutto non mettere dei cenni di anatomia nei miei articoli, quindi vi dirò un segreto, le unghie sono essenzialmente morte!

Perché quando le tagliamo, non sentiamo male (da non confondere con il dispiacere) e non esce sangue! Questo perché non sono irrorate ne innervate! La sensibilità ungueale e il fastidio che può provocare un’unghia debole o molle è dovuto al letto ungueale che invece è molto irrorato da vasi sanguini e capillari e innervato con recettori di pressione e di dolore! 

Quindi se sento ancora una di voi che dice “le unghie non respirano” le affogo nel te dimagrante! 

Le unghie sono costituite per lo più da cheratina e acqua, quando le unghie sono molto friabili, vengono dette “secche” se invece sono morbide o molli sono unghie molto “Bagnate” o meglio idratate! L’utilizzo di prodotti citati in questo articolo non nuoce alla struttura dell’unghia, e non trovo giusto parlarvi di prodotti più indicati per un’unghia secca o molle, considerando gli enormi passi avanti fatti nel settore, ad oggi esistono prodotti di ogni tipo e colore, per le due tipologie di unghie.

La cosa a cui dovete prestare molta attenzione è la fase di rimozione, in quanto il semi va tolto solo con il solvente indicato e apposito, quindi non va limato, strappato o fresato! Infatti, quando si rimuove il semipermanente e lo si rimette, andiamo sempre a toccare l’unghia naturale, fresarlo o limarlo può intaccare la lamina e quindi avere dei traumi sul letto ungueale. Discorso differente per l’acrilico che anche esso per una rimozione completa dovrebbe essere sciolto in acetone ovviamente specifico, ma nel caso del refil è più semplice limare l’eccesso e ricoprire la zona di crescita, quindi in questo caso l’unghia naturale non verrà “toccata” da lima o fresa. Stessa cosa, a maggior ragione, avviene per il gel che non può essere sciolto! Ma deve necessariamente essere limato via. 

In caso di rimozione totale del gel o dell’acrilico vi consiglio di stratificare lo smalto tradizionale.

Questa tips non è da sottovalutare, infatti durante il periodo di utilizzo del gel o dell’acrilico l’unghia si abitua ad essere “protetta” da un materiale molto più rigido, quindi è bene per aver un maggiore conforto mettere per una settimana lo smalto tradizionale a strati tutti i giorni, questo oltre a mantenere un piccolo spessore sulle unghie donerà vitamine presenti nello smalto all’unghia curando i microtraumi inevitabili durante la rimozione

Care amiche per le vostre mani è tutto, se avete domande dubbi oppure (momento marchette) volete un appuntamento per le vostre unghiette contattatemi su IG oppure commentate questo articolo scritto con 40 gradi…

XOXO

FILO

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